Curare
la
vulvodinia

Primo step: la diagnosi

La diagnosi di vulvodinia deve essere effettuata da un ginecologo o da un urologo esperto nella patologia al fine di poter escludere altre problematiche uro-ginecologiche e consentire una corretta diagnosi differenziale. La vulvodinia prevede una diagnosi a esclusione proprio perché presenta dei sintomi che possono essere facilmente associati a altre condizioni di natura infettiva o infiammatoria.
Se si sospetta una vulvodinia lo specialista indagherà diversi aspetti della vita della paziente proprio per individuare eventuali comorbilità e stabilire la terapia più adatta.
In seguito alla visita chi effettua la diagnosi può quindi consigliare alla paziente un consulto con professionisti di altre specializzazioni per avviare un approccio di cura multidisciplinare che può prevedere questi aspetti:

Approccio farmacologico

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come il trattamento della sintomatologia tipica della vulvodinia possa portare a una sua risoluzione specie se inserito in un percorso multifattoriale

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Approccio riabilitativo

Imparare a riconoscere lo stato della muscolatura pelvica è di grande importanza nella cura della vulvodinia. Le pazienti impareranno gli strumenti per rilassarla e gestire la patologia.

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Approccio psicologico

L’approccio psicologico spesso non è accolto di buon grado dalle ragazze e dalle donne che soffrono di vulvodinia. Tuttavia può essere importante e in alcuni casi fondamentale.

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Approccio nutrizionale

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Ricerca comorbilità

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Stile di vita sano

Se c’è una cosa che un disturbo cronico e multifattoriale può insegnare, è il prendersi cura di sé. 
Ma cosa significa esattamente?

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